giovedì 23 luglio 2026

Per dove dobbiamo andare?

Cosa è successo?
Perché sono tornata?
Dove è finita l'umanità
intera?

Sotto un cielo che ride
del buio oltre le mie tapparelle
chiuse.

Estate,
per dove dobbiamo andare?

Sento rintoccare le risate,
le grida dei bambini
sulla spiaggia
i castelli di sabbia
i castelli di carta

Estate,
dove andiamo?

Perché se seguo le orme
sulla battigia al tramonto,
vedo i suoi denti bianchi 
brillare al sole,

mentre le mie ciglia
toccano le mie guance
nel buio.

martedì 14 luglio 2026

La gioia

E se pure fosse ingenua,
sciocca o pericolosa,
questa infinita gioia,
simile a quella dei bambini
che calciano un pallone,
in una giornata di sole...
Sarebbe forse un Peccato?

lunedì 13 luglio 2026

Ho imparato (Un cane)

Io sono un cane.
Ma di quelli che mordono e sono malati e arrabbiati, idrofobi, randagi.
Non ho nulla da insegnare a questo mondo.
Non ho vissuto, non ho amato, non ho "davvero" sofferto, mai ho "davvero" pianto.

Sono "La" Peccatrice che bacia i piedi di Cristo.
La puttana presa a sassate dall'odio delle persone senzienti.
Sono Maria Maddalena sporca di sangue e sperma.
E peccato e orrore. E vomito e rancore.

Con un passato che sarebbe meglio cancellare e dimenticare. 

Ma non si può -- mai -- dimenticare. 
Anche questo, l'ho imparato a mie spese.

lunedì 6 luglio 2026

Il silenzio

Nel silenzio
ho scorto
la mia vita.

Nelle sue 
più tenere timidezze,
nelle sue più deprecabili
meschinità.

Le parole sono pietre.
Ma il grembo del silenzio
è fuori confini, come l'universo:
fuori raggio,
fuori recinti e grate.

Accoglie lo schianto
del colpo e matura
come un frutto
un dolore, un piccolo, 
ma vero,
dolore.

Ed è in quel dolore,
che si intrufolano
i miracoli interiori.

E' in quel silenzio
che l'Anima sussurra;
e Lei dice: 

"Questa consegna,
le tue parole, crudeli,
non trova dimora
in questo cuore,
in questo corpo,
in questa mente".

Allora realizzo
d'essermi finalmente
ricongiunta
con me stessa.
D'essere di nuovo
alleata di me stessa.

Il rifugio

In certi sguardi
si scorge l'infinito.

I tuoi occhi seguono
le mie pupille
nell'amplesso.

Le tue braccia sono
il mio rifugio, e così
le mie, il tuo.

La mia "casa",
chi l'avrebbe mai detto?,
sono le braccia 
d'un uomo.

Le tue.

Ti amo come si amano
le cose più pure e dolci,
più delicate e fragili.

Con cura, preoccupandomi di
non ferire, e prima d'ogni cosa
di non disturbare.

domenica 5 luglio 2026

Il mostro

Come un maleficio
si tramanda:
il dolore causa dolore,
la violenza causa violenza,
il male causa male.

Non posso più convivere,
mio partito amore,
con questa versione mostruosa
di me stessa.

Presa a calci l'innocenza
più pura e incontaminata,
mi domando se non ci fossi io
al suo posto, un tempo.

Se una giornata di quasi trent'anni fa,
non avessi sbattuto il fianco contro
una porta, colpita dal piede
di un pazzo bastardo.

La pazza bastarda mi guarda,
da dentro, una parte di me,
la più oscura e crudele.

La bestia, il mostro.

Mi avvicino a lei e le parlo:
"Cosa volevi ottenere?", le domando.
Lei aspetta un po'; poi risponde:

"Calpestare il bene,

stracciarlo sotto le scarpe
come si straccia un fiore,
bianco e del tutto innocente.

Dimostrarti che puoi farlo;
che la vita si lascia uccidere
senza opporsi.

Per un fiore così piccolo..."

sabato 4 luglio 2026

Il merlo notturno

Il merlo notturno
canticchia i suoi versi
nell'aria buia della notte.

Risuonano come tintinnii
di campanule
agli ingressi delle case.

E' la notte che si sveglia
in sua compagnia,
intonando la sua
melanconica nenia.

Il merlo dice il vero.
La notte accoglie la sua parola
come una madre il suo bambino
in seno.

Il giorno si intrufola
fra le crepe delle nuvole;
e il merlo tace.

Tace il merlo
e il silenzio del giorno 
regna incontestato,
coperto, solo apparentemente,
da un vociare costante
e umano, in eccesso.