Nel silenzio
ho scorto
la mia vita.
Nelle sue
più tenere timidezze,
nelle sue più deprecabili
meschinità.
Le parole sono pietre.
Ma il grembo del silenzio
è fuori confini, come l'universo:
fuori raggio,
fuori recinti e grate.
Accoglie lo schianto
del colpo e matura
come un frutto
un dolore, un piccolo,
ma vero,
dolore.
Ed è in quel dolore,
che si intrufolano
i miracoli interiori.
E' in quel silenzio
che l'Anima sussurra;
e Lei dice:
"Questa consegna,
le tue parole, crudeli,
non trova dimora
in questo cuore,
in questo corpo,
in questa mente".
Allora realizzo
d'essermi finalmente
ricongiunta
con me stessa.
D'essere di nuovo
alleata di me stessa.
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